Come_what_may

A volte penso che non sia già tutto qui.Certe volte invece credo che sia così.Diario pubblico ma molto privato di giornate qualunque e di giorni da cancellare, d'amore e d'amarezza, di chi amo e di chi detesto, di chi mi colpisce come un dito puntato al cuore o come uno schiaffo,di chi mi fa distogliere lo sguardo. Di chi ho amato e non c'è più, di chi amo e non c'è più. Come what may, sia quel che sia.
mercoledì, 25 novembre 2009

Massì dai, continuiamo a farci del male. Dolcemente però. Mi scappa da ridere perchè nei commenti sotto il video ce n'era uno, spietato come solo una figlia adolescente può esserlo: "Mia madre si è rimbaglionita" Anch'io!
postato da Dovesei alle ore novembre 25, 2009 16:10 | link | commenti (4)
categorie: vita, piccole cose, musica per le mie orecchie, amoreamore
lunedì, 23 novembre 2009

Che mai potrei scrivere dato che sono a casa da una settimana? Che era da parecchio che non stavo così a terra, proprio fisicamente intendo? Che essere malaticcia ti fa sentire fuori dal mondo? Che ho sognato un sacco? Ecco, sì, questa è la cosa che mi ha colpito più di tutto, più delle gambe molli, più della tosse latrante ( a proposito, ogni giorno gggente a cercare informazioni su 'sta maledetta tosse secca QUI!  )più delle ossa che tutte insieme gridavano vendetta. Ho sognato tanto, io che i sogni non li ricordo mai o che li rimuovo nell'istante in cui apro gli occhi. Ho sognato di tutto: io che sola soletta giravo per una città che era una via di mezzo tra almeno tre di quelle che conosco bene. Vagavo in cerca di un bar decente dove vendessero una brioche decente ma ovunque entrassi avevano soltanto quelle nella cartina plastificata, e questa cosa mi procurava un senso di isolamento fastidiosissimo. Poi ho sognato una casa enorme, una di quelle enormi case della vecchia Bologna, zona Santo Stefano - Strada Maggiore. Avevo un paio di amiche che abitavano in case del genere, un'infilata di stanze senza fine, i soffitti alti, i pavimenti in pietra, le cucine col lavabo in maiolica bianca con la guida per l'asse sulla quale strofinare i panni. Ero in questa casa ed ero stanchissima, volevo un posto in cui dormire ma ogni stanza era occupata, finchè non ho aperto una porta a vetri e mi sono ritrovata a casa di zia A., la sorella di mia nonna. Zia A. abitava a Casteldebole ma i sogni vanno dove vogliono e dietro quella porta laccata di bianco con i vetri smerigliati c'era la sua cucina, c'erano le sue piante, il suo calendario di Frate indovino e il bellissimo vaso di Murano che era una delle poche cose preziose che la zia possedesse, ricordo del suo viaggio di nozze a Venezia, anno 1938. C'era tutto, c'erano le pentole sul fuoco ma lei non c'era. Mi sono seduta ad aspettarla e mi sono addormentata, svegliandomi con la tristezza grande di non averla incontrata. Poi ho sognato I. Mi è scocciato non poco sognarlo, al risveglio, perchè si sa l'inconscio dove va a pescare, però è successo, l'ho sognato. E' stato un sogno tranquillo, sereno, senza sconvolgimenti emotivi. Eravamo su una strada in mezzo al verde. Camminavo, me lo sono trovata di fronte quasi che il tempo non fosse passato, quasi non fosse accaduto nulla. Ci siamo abbracciati stretti e per quell'attimo mi sono sentita a casa, al sicuro come è stato per tanto tempo. Al risveglio la rabbia di averlo nei miei sogni, sapere così di averlo sempre in qualche angolo della mente. Ancora più sconcertante il fatto che poi due giorni dopo lui abbia chiamato davvero. Capita, ogni tanto. E' finito il tempo del tenerlo lontano ad ogni costo, capita che chiami e io non risponda, capita che chiami e io risponda. L'ho già detto, qui: non ho grossi rancori, non ho nodi irrisolti o domande che io non gli abbia già fatto e la cui risposta mi abbia soddisfatto. E' stato, siamo stati, è finita, punto. Sono in pace con me stessa ma questa volta forse perchè l'avevo sognato qualcosa dentro di me si è smosso. Non so esattamente cosa: un misto di rabbiosa tenerezza, nessun rimpianto, nessun dolore. Inutilmente tenero, guardingamente nei ranghi, una vocetta che, la sua sì, trasudava rimpianto. Come stai, cosa fai, non ci si vede proprio più eh, sei ammalata, mi dispiace, qui tutto al solito, e i ragazzi? e F. ha deciso qualcosa per l'università? Vai mai a Milano? - Pensare che ci campo quasi sempre a Milano, e lui non lo sa, e questo è un grande indicatore, conoscendomi. Però mentre mi parlava pensavo al tepore del suo abbraccio nel sogno. Se tu sapessi...ma non te lo racconterei mai più un sogno così intimo, così debole, così mio. Mi racconta di sè, di una vita dove i giochi sono chiusi, gli scarpini appesi a un chiodo, il mediano che per un attimo ha creduto di essere una punta, uno col 10 sulla maglia, sembra avere definitivamente abdicato alla normalità più piatta, quella da tracciato regolare, senza scosse. Lo dice tranquillamente, pianamente.
- E' normale, è la vita. - E' l'unica cosa che mi viene da dire, che è normale, soprattutto - ma questo non glie lo dico - se uno ha trascorso più di vent'anni della sua vita a cercare qualcosa che non c'è, o che quando l'aveva trovato, quel qualcosa, gli aveva appiccicato d'improvviso una scadenza casuale e ferocemente incurante.
- E' normale, è la vita. -
- Io ti ho amata tantissimo. - BUM! Bel colpo ad effetto, ma anche in questo caso reagisco con un "Lo so." che non lascia molto spazio a repliche. "Lo so", e nel momento in cui lo dico mi rendo conto che, del tutto inconsapevolmente ed involontariamente, ho imparato ad esprimermi come molti uomini fanno: lo stretto necessario. Non mi pare che la mia risposta stringata l'abbia urtato, forse solo un filo perchè lo sento inspirare in fretta e poi borbottare un "Bene." Bene ma velocissimamente è passato ad un altro argomento. La telefonata si è chiusa con un suo lapsus freudiano: "Allora ci ve...cioè volevo dire ci sentiamo." - "Ma certo." Dopo che ho chiuso la telefonata sono rimasta a domandarmi come sia possibile il mio sereno distacco quando in qualche angolo del mio cuore c'è ancora qualche fibra che trova il suo abbraccio, sia pure in sogno, un tenerissimo rifugio.
postato da Dovesei alle ore novembre 23, 2009 15:56 | link | commenti (13)
categorie: vita, considerazioni, amoreamore
mercoledì, 18 novembre 2009

Sarà lei o non sarà lei?

Sono KO. Ho iniziato a dare segni di cedimento sabato pomeriggio mentre ero a fuori con mia figlia la quale vedendo che non mi entusiasmavo davanti ai cappottini di Zara e restavo indifferente da H&M mi fa"Ma mamma...sei GIALLA!"-"E' sempre stato il mio sogno assomigliare a Marge Simpson." Mi trascino fino a casa, disdico la grand soirée pizza e cinema, mi metto in orrizzontale dopo un'aspirina e una fetta biscottata. Mi faccio il solito discorso da donna stanca, "Una BELLA INFLUENZA, a casa una settimana coccolata dai figli. Mi riposerò, leggerò, vivrò di thè e tisane." Sssè...vabbè. Sono l'unico - o uno dei pochi - esseri umani che si fanno l'influenza senza febbre ma con tutto il codazzo di sintomi a mille, e così via di tosse secca, ossa a pezzi, lacrime, naso che cola, gola in fiamme. Non avendo il classico febbrone vengo guardata con sospetto dai miei tesori. "Ma possibile che non ti passi? Ma sarà solo un megaraffreddore!" - "Vuoi le mie ossa in prestito??"- "Mmh...no grazie! Comunque mamma cerca di tossire nella manica e non nel fazzoletto, che poi il fazzoletto di carta sta nella spazzatura e..."-"E la manica?"-"Bèh ma tu stai tranquilla in camera tua".

Infatti. Io vivo al confino in camera mia. L. che mi dice "Lasciami pure la lista di quello che serve sul tavolo. Stasera porto tutto." E così fa, ma poi lui scompare. Quell'altra idem, "Serve la pappa per il gatto? Qualcosa in farmacia? però avrei bisogno di 20 eurozzi per la lezione di guida e altri tot per il regalo a Sere. Puoi lasciare tutto sul cassettone dell'ingresso? Grazie!" Al mattino si affacciano giusto un attimo: "Come va?" Poi L. mi guarda con occhio clinicocritico a sentenzia "MALE. Si vede." F. tutta ciarliera e profumata a bellissima "E allora? Oggi? SUSSU'! CORAGGIO!"

Poi se dio vuole escono e io mi trascino giù dal materasso, il capello ajoeoio, la schiena che ulula, vado a lavarmi, mi infilo una tuta e resto sul letto a pensare se è 'sto zz di suina o una normale, classica come il gessato. Quando mi passerà? altro che "mi riposo": il letto a volte mi sembra di legno, la pelle è grigiastra, le forze a zero.


Bene. Mi sono pianta addosso a sufficienza. Saluti a chi passa.

 

postato da Dovesei alle ore novembre 18, 2009 08:28 | link | commenti (11)
categorie: vita, considerazioni, cazzatine
martedì, 10 novembre 2009

Senza parole

postato da Dovesei alle ore novembre 10, 2009 12:30 | link | commenti (5)
categorie: senza parole
mercoledì, 04 novembre 2009

Per restare in tema...Una delle mie preferite.
postato da Dovesei alle ore novembre 04, 2009 15:49 | link | commenti (9)
categorie: senza parole, cazzatine
martedì, 03 novembre 2009

Interno sera. Due amiche sul divano si riguardano "S°ex and the c°ity". Si ride e si sorride su un film già visto ma sempre gradevole, i personaggi comunque indimenticabili. Personalmente trovo Carrie sbiadita, come personaggio. Personalmente detesto Big, non mi piace proprio nemmeno l'attore. Il film sta per terminare, Carrie va a sposarsi nel suo abitino vintage sui suoi tacchi da 500 dollaroni, io trovo infinitamente più sane Samantha e Miranda. La mia amica se ne esce con l'illuminazione del secolo:
"Sai che IN FONDO Big mi ricorda I., come comportamento? Stronzo uguale."
"Questo è un film."
"Sì ma anche questo l'ha fatta dannare per dieci anni per poi scappare il giorno delle nozze."
"I. è molto più avanti sai vecchia: almeno questo coglione sta aspettando il seguito del film per metterle le corna. E poi io non mi sarei mai sposata con un uccello verde in testa."
postato da Dovesei alle ore novembre 03, 2009 12:33 | link | commenti (8)
categorie: vita, considerazioni, cazzatine, piccole cose
lunedì, 02 novembre 2009

Lei era così

Scarmigliata ma con anelli e bracciali e orecchini e cuore e cervello, quanto.
Ho avuto la fortuna di incrociarla senza al momento capirla, perchè era un giorno buio per lei, un giorno di paura.
A me mancherà, che ancora avrebbe potuto regalarmi molto, che la sua follia è quella nascosta in tanti, in me di sicuro.


A.M*


Lettere

*Rivedo le tue lettere d’amore
Illuminata adesso da un distacco
Senza quasi rancore

L’illusione era forte a sostenerci
Ci reggevamo entrambi negli abbracci
Pregando che durassero gli intenti.
Ci promettevamo il sempre degli amanti
Certi nei nostri spiriti d'Iddii

E hai potuto lasciarmi
E hai potuto intuire un’altra luce
Che seguitasse dopo le mie spalle

Mi hai suscitato dalle scarse origini
Con richiami di musica divina
Mi hai resa divergenza di dolore
Spazio per la tua vita di ricerca
Per abitarmi il tempo di un errore
E m’hai lasciato solo le tue lettere
Onde io ribevessi la mia assenza

Vorrei un figlio da te
Che sia una spada lucente
Come un grido d’alta grazia
Che sia pietra
Che sia novello Adamo
Lievito del mio sangue
E che risolva più dolcemente
Questa nostra sete

Ah se t’amo!
Lo grido ad ogni vento
Già mando fiori da ogni stanco ramo
E fiorita son tutta
E di ogni vena vo scerpando il mio lutto
Perché genesi sei della mia carne

Ma il mio cuore è trafitto dall’amore
Ha desiderio di mondarsi in vivo
E perciò dammi un figlio delicato
Un bellissimo vergine viticcio
Da allacciare al mio tronco

E tu possente padre
Tu olmo ricco d’ogni forza antica
Metterai dolci ombre alle mie luci"


* Foto tratta dal web

 

postato da Dovesei alle ore novembre 02, 2009 08:32 | link | commenti (4)
categorie: poesia, vita, smart people, musica per le mie orecchie
venerdì, 30 ottobre 2009

Compleblog

cny


Oggi questo blog compie sei anni. Un pupetto delle elementari in teoria, un essere pieno di esperienza in pratica. Non scrivo più quanto e soprattutto come una volta, non ne ho più il tempo ma soprattutto la predisposizione emotiva.

Durante questi sei anni, ma soprattutto durante gli ultimi due, sono cambiate molte cose e probabilmente è anche per questo che non so più scrivere "come una volta" ma non importa, sono affezionata al mio quaderno e a chi passa e lascia un rigo o anche no.

Buon compleanno al mio blog, e più di sempre...come what may.

 

postato da Dovesei alle ore ottobre 30, 2009 18:04 | link | commenti (8)
categorie: vita, considerazioni, piccole cose
mercoledì, 28 ottobre 2009

vgcbt

Piccola sorpresa di una stagione passata. Strano che una pianta così delicata sia sopravvissuta, a tutto.

postato da Dovesei alle ore ottobre 28, 2009 12:05 | link | commenti (4)
categorie: senza parole, piccole cose
domenica, 25 ottobre 2009

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose. Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi... La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,... non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari..., la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose.... ...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami. E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici. E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità. E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami... E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston. E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

(Anonimo)

***

Piccole cose, le solite piccole cose alle quali ci si attacca quando: si è troppo stanchi o stomacati da emozioni forti che fanno il botto, un po' come aver mangiato per troppo tempo un cibo squisito che ha finito per stancarci, per privarci di quel piacere intenso che stava nel gustarlo. Quando si è troppo stanchi punto, che le giornate finiscono in fretta senza una pausa, un respiro. E' allora che si ritrova il piacere e il valore delle piccole cose. Forse, a certe curve a gomito della vita, ci costringiamo a raccontare a noi stessi che small is better,
  che vivere in una sorta di understatement emotivo è meglio, che è meno stressante, o forse è il fluire della vita che ti spinge in questa direzione, fisiologicamente. Io so che, in questo momento, ci sto bene tra le piccole cose, e che davvero c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
postato da Dovesei alle ore ottobre 25, 2009 21:10 | link | commenti (5)
categorie: vita, piccole cose
sabato, 24 ottobre 2009

Quel gran genio di Pessoa

Tutte le lettere d'amore sono ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero ridicole.

Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre, ridicole.

Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
devono essere ridicole.

Ma dopotutto solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore sono ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene lettere d'amore ridicole.

La verità è che oggi sono i miei ricordi
di quelle lettere a essere ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole, come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente ridicole).

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Ritrovata in un file di secoli fa. Buon fine settimana a tutti.

postato da Dovesei alle ore ottobre 24, 2009 08:43 | link | commenti (3)
categorie: considerazioni, smart people
martedì, 20 ottobre 2009


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Nulla è in regalo, tutto è in prestito.

Sono indebitata fino al collo.

Sarò costretta a pagare per me

con me stessa,

a rendere la vita in cambio della vita.

 

È così che è stabilito,

il cuore va reso

e il fegato va reso

e ogni singolo dito.

 

È troppo tardi per impugnare il contratto.

Quanto devo

mi sarà tolto con la pelle.

 

Me ne vado per il mondo

tra una folla di altri debitori.

Su alcuni grava l’obbligo

di pagare le ali.

Altri dovranno, per amore o per forza,

rendere conto delle foglie.

 

Nella colonna Dare

ogni tessuto che è in noi.

Non un ciglio, non un peduncolo

da conservare per sempre.

 

L’inventario è preciso,

e a quanto pare

ci toccherà restare con niente.

 

Non riesco a ricordare

dove, quando e perché

ho permesso che aprissero

questo conto a mio nome.

 

La protesta contro di esso

la chiamano anima.

E questa è l’unica voce

che manca nell’inventario.

Nulla è in regalo. - W.Zsymborska -

postato da Dovesei alle ore ottobre 20, 2009 12:20 | link | commenti (14)
categorie: poesia, vita, considerazioni, smart people
venerdì, 16 ottobre 2009

Un piccolo grande regalo

L'hanno fatto ieri a me. Mi piace condividerlo qui con voi che passate.
postato da Dovesei alle ore ottobre 16, 2009 12:52 | link | commenti (4)
categorie: vita
martedì, 13 ottobre 2009

Costretta a fare avanti indietro da Milano. Indecisa se rischiare il suicidio sulla A4 o uscire fuori di testa su e giù dai treni, faccio un po' e un po'. Sono stanca stanchissima stanchissimissima e per la prima volta in vita mia ammetto con me stessa di sentire il peso degli anni e il livello della fatica che si alza paurosamente, di colpo. Mi chiedo quanto riuscirò a reggere ai ritmi che per forza di cose devo impormi. Non ho più tempo per gli amici, vedo i miei figli di sfuggita, in pratica lavoro e viaggio per lavorare, neanche fossi una rappresentante. Certe cose si riescono a fare a trent'anni e già pesano. A quarantanove si fa fatica il triplo. A Milano sto bene ma il pensiero è spesso a casa, o al viaggio di ritorno. Sono diventata maestra nell'assemblare il mio piccolo trolley con tutto ciò che serve per tre giorni fuori casa, l'ho alleggerito il più possibile ma mai abbastanza quando devo trascinarmelo dietro di corsa tra un treno e l'altro, quando devo issarlo sul vagone con quegli scalini assurdamente stretti e alti. In auto va meglio, sto comoda ma c'è la tensione per quella maledetta autostrada, per il solito muro di camion, per i pazzoidi che mandano sms viaggiando a 130, per le corriere con gli autisti che forse sono peggio dei camionisti. L'andata è da panico a iniziare da Verona: tir, tir, tir, pullman, gli stramaledetti corrieri con quei mostruosi furgoni che ti ritrovi appiccicati dietro a 130 all'ora e ti domandi che cos'hanno sotto al cofano o a cosa va il loro motore. Stanno lì attaccati dietro di te e ti sfanalano, della serie "solita donna al volante che dorme in piedi". Io non demordo: c'è il limite dei 130, io vado a 130. A volte sforo per forza di cose, 140, 150 e intanto penso che basterebbe un  attimo di distrazione, o che quello con la Golf che pare voler restare in corsia centrale si buttasse fuori perchè trecento metri più avanti c'è un camion che sorpassa un altro camion. Basterebbe un secondo e faremo una mostruosa fascina di lamiere. Stringo il volante, ho tremila occhi come le mosche, vado avanti. Brescia ovest, Brescia centro, Bergamo, Orio al Serio, barriera, sospiro di sollievo. Il ritorno è più tranquillo, se non altro perchè ho davanti il fine settimana ma il traffico è sempre mostruoso almeno fino a Rovato, si allenta un po' a Brescia, pare lo faccia apposta. Getto un'occhiata alle vigne sulla sinistra, alla Maddalena sulla mia destra, ci penso, inutile che me lo nasconda. Mi sfilano di fianco strade provinciali su cui intravvedo nomi di posti che mi immalinconiscono giusto un attimo ma per forza corro via. Di solito mi fermo all'autogrill Bauli, un cappuccino e una brioche anche se è quasi sera, compro le solite riviste e i soliti biscotti che piacciono a L. e F. e che trovo solo lì. Risalgo in auto e penso con sollievo che tra un'ora sarò a casa ma penso anche che è una vita assurda e che mi tocca per forza per un altro po' di mesi. Tra poco, pochissimo non mi fiderò più di andare in auto, la nebbia mi fa paura e allora via in treno partendo nel tardo pomeriggio per essere già a Milano la mattina. Il tempo in treno è sospeso e ovattato, posso usare il pc, ascoltare musica, pensare. I miei pensieri, ultimamente, sono molto variegati e mai fermi, scappano qua e là, da lì a là senza un vero perchè, senza un senso logico, un filo che li tenga insieme: il lavoro, la salute traballante di P., l'università che F. deve scegliere, il mio contratto a progetto e i miei, di progetti? Dove sono finiti? Verona Portanuova, prossima fermata Brescia. l'Eurostar si ferma pochissimo ma faccio sempre in tempo a scorgere il cosiddetto "matitone" e l'altro grattacielo, il Cristal. So che sei lì, prendo atto, getto un'occhiata alla stazione finalmente riammodernata. Il treno riparte, i miei pensieri pure.
postato da Dovesei alle ore ottobre 13, 2009 12:41 | link | commenti (6)
categorie: Attorno ai 50 ( e li sento tutti
venerdì, 09 ottobre 2009

'a perifrastica

A me Christian De Sica sta simpatico, molto.
A me Michelle Hunziker sta simpatica il giusto ma solo perchè dietro al suo meraviglioso sorriso indovino una donna in lotta col proprio cervello.
Ciò premesso mi chiedevo se non era possibile trovare qualcuno di più credibile come insegnante di latino di una stratosferica gnocca sudamericana, chessò, una Ferilli che per quanto poco credibile almeno è italiana? E mi chiedevo che 'zz glie ne fregherà alla Hunziker di risparmiare sulla navigazione in rete quando coi suoi soldi potrebbe comprarsi Facebook, forse anche Gooooooooooogle, magari più modestamente Virgilio, ecco.
Certo, è poco credibile anche che AldoGiovanniGiacomo vadano in vacanza con una roulotte risalente alle guerre puniche, ma loro per me possono tutto.

postato da Dovesei alle ore ottobre 09, 2009 12:06 | link | commenti (7)
categorie: cazzatine

Chi sono

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Fatico ad autodefinirmi. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

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